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In merito alla sua morte nessuna data certa. <span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>La tesi ufficiale,ricostruita deduttivamente stante la distruzione dei documenti a seguito della guerra ci dice<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>che sarebbe stato<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>trasferito dal carcere di Palermo al manicomio di Aversa dove sarebbe deceduto a seguito di un bombardamento alleato. A Palermo<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>riscontrammo due ipotesi. L&#8217;una che sgomberato il carcere Palermitano fosse stato dimenticato in cella dove sarebbe morto<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>di stenti. L&#8217;altra<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>che liberato dal carcere si<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>sia<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>ricostruito una identit\u00e0 che gli consent\u00ec di vivere libero il resto dei suoi anni. Michele Pantaleone storico e profondo conoscitore della mafia siciliana<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>lo ha definito Capo dei capi. Il capitano della Polizia di New York Joe Petrosino lo riteneva un temibile criminale complice dell&#8217;omicidio del barile* e capo assoluto della banda della Mano Nera. Di lui si sa che dal 1892 fino al 1924 diresse la lega degli operai agricoli di Busacchino, aderenti ai fasci contadini, un movimento democratico socialista che reclamava il diritto di occupazione delle terre incolte dei feudi e dei latifondi. Dichiarato<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>fuorilegge il movimento, fu\u00a0sciolto dal governo Crispi, ed i suoi dirigenti e rappresentanti perseguitati. Don Cassio raggiunse Tunisi e per due anni ampli\u00f2 la propria attivit\u00e0 internazionale. Ritorn\u00f2 in Italia nel 1926 si procur\u00f2 amicizie e protezione presso le mafie a difesa di<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>latifondisti e<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>feudatari. Si diceva che provvedesse a trasportare in Tunisia animali rubati in Sicilia.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>Spos\u00f2 la maestra di Bisacquino Brigida Giaccone,donna benestante e stimata. Nel 1928 risultava proprietario di una flottiglia di pescherecci<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>e titolare di molti commerci<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>con citt\u00e0 nord africane. Sempre in quell&#8217;anno fu accusato del sequestro della baronessina\u00a0diciannovenne\u00a0Clorinda\u00a0Peritelli di Valpetrosa. Secondo alcune fonti dell&#8217;epoca si sarebbe trattato di un sequestro lampo, secondo altre di un \u201cratto d&#8217;amore\u201d compiuto per un giovane studente follemente innamorato di Lei che sognava di poterle parlare. Comunque<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>con o senza riscatto la giovane fu liberata la mattina successiva. Costei riconobbe coloro che erano stati autori del rapimento e cio\u00e8 il Cassio Ferro, ed i suoi collaboratori, tutti arrestati e processati. Fu accolta la tesi del \u201cratto d&#8217;amore\u201d e la mite sentenza condonata. Nessuno parl\u00f2 del riscatto.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 \u00a0 <\/span>Questo dimostr\u00f2 il potere di Don Vito<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>anche presso i latifondisti blasonati.<br \/>\nNel 1901 si trasfer\u00ec a New York dove con gli affiliati siciliani gestiva il \u201cbusiness\u00a0del falso\u201d. Tale florida e lucrosa attivit\u00e0 consisteva nella perfetta riproduzione di moneta , di documenti di riconoscimento, di certificati di\u00a0naturalizzazione, di passaporti. Si calcol\u00f2 che collaborassero<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>a questa attivit\u00e0 circa 1500 persone inserite nell&#8217;amministrazione e burocrazia americana. Nel 1904, a seguito delle indagini del Capitano Petrosino rientr\u00f2 a Palermo. Incriminato per l&#8217;omicidio<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>Petrosino con altre 13 coimputati<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>f\u00f9 assolto. Per quasi vent&#8217;anni<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>domin\u00f2 la mafia della Sicilia occidentale. Nel 1923 il vice prefetto di Corleone segnal\u00f2 al Ministero dell&#8217;interno il Vito Cassio Ferro come criminale<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>capace di ogni delitto chiedendo a suo carico il provvedimento dell&#8217;ammonimento.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>Nel maggio 1926 il prefetto della provincia di Palermo Primo Cesare Mori,nel corso di un rastrellamento tra Corleone e Bisacquino arrest\u00f2 Don Vito insieme ad altre 150 persone. Fu accusato e processato per concorso in 20 omicidi per otto tentati omicidi, per 5 rapine,37 estorsioni ed altri 53 altri reati.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>Durante tutto il processo il Ferro non apr\u00ec bocca.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>Il 27\/06\/1930 dopo la lettura della sentenza, rompendo l&#8217;ostinato silenzio,<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>dichiar\u00f2 alla Corte: \u201c Non siete riusciti a condannarmi per i delitti che<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>ho commesso,<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>ma siete riusciti a condannarmi per l&#8217;unico<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>di cui sono innocente.\u201d<br \/>\nI proletari siciliani di quei tempi ritenevano Vito Cassio Ferro capo dell&#8217;Onorata Societ\u00e0 siciliana, uomo giusto avversario dell&#8217;ingiustizia e difensore degli oppressi e per anni interpretarono la sua dichiarazione fatta per confermare che pur essendo completamente<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>sbagliata l&#8217;accettava\u00a0perch\u00e9\u00a0i conti tornavano. Non effettu\u00f2 l&#8217; appello e da\u00a0allora, come sopra detto, di lui non se ne seppe pi\u00f9 nulla. <span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 \u00a0<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Figlio del Campiere Accursio Cassio Ferro e di Santa Ippolita, nacque a Bisacquino (Palermo), il 22gennaio 1862. Non ne\u00a0 \u00e8 mai stata accertata la\u00a0 data di morte.\u00a0 Risulta soltanto che di lui\u00a0 si perse ogni traccia certa dopo la tregua di Cassibile e lo sbarco degli alleati in Sicilia. 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