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Durante il governo fascista\u00a0fu\u00a0imputato di\u00a0abigeato, di estorsioni, di numerosi furti e persino di omicidio.<br \/>\nF\u00f9 sempre assolto per insufficienza di prove grazie alle testimonianze ed agli alibi fornitigli dai numerosi amici.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span>Nel 1931 fu<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span>condannato per associazione a delinquere a sei anni di reclusione.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>Stranamente dopo soli tre anni, stante l&#8217;interessamento di avvocati ed amici, fu scarcerato per buona condotta e sottoposto a libert\u00e0 vigilata. Malgrado l&#8217;amministrazione fascista, \u201cl&#8217;influenza\u201d<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span>esercitata dal Russo su gli abitanti in fermento<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>per l&#8217;attuazione della riforma agraria,<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span>gli aveva attirata la simpatia dei latifondisti, tutti sostenitori del governo, che\u00a0fecero\u00a0in modo che fosse lasciata ai personaggi \u201cravveduti\u201d la\u00a0possibilit\u00e0 di orientare le masse verso soluzioni condivise. Questo accadde in tutta la Sicilia. Fu cos\u00ec <span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>che Genco Russo e Calogero Vizzini uomini \u201cd&#8217;onore\u201d rispettivamente di\u00a0Mussomeli\u00a0e di Villalba\u201d<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span>promossero cooperative agricole e<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>divennero intermediari, in quei territori, tra i latifondisti ed i coltivatori. Il ruolo assunto procur\u00f2 loro mezzadrie, mediazioni, premi e generosi<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>incassi*. Lo sbarco alleato in Sicilia, favorito e preparato dai mafiosi antifascisti rifugiatisi in America che coinvolsero gli \u201camici\u201d in loco, <span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>pose in posizione di vantaggio tutti gli uomini \u201cd&#8217;onore\u201d e gli antifascisti esistenti in ogni comune e circoscrizione provinciale.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>Calogero Vizzini divenne sindaco di Villalba e<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>Genco Russo referente degli alleati per\u00a0Mussomeli.<br \/>\nNel 1944 la Corte di appello di\u00a0Caltanissetta\u00a0lo riabilit\u00f2 in pieno e, ritenute le precedenti condanne\u00a0esclusivamente\u00a0politiche, lo dichiar\u00f2 integerrimo avversario del regime fascista ed\u00a0estraneo\u00a0ai\u00a0delitti per i quali era stato condannato. La sentenza aveva riconosciuto la\u00a0sua attivit\u00e0 antifascista e l&#8217;appoggio fornito<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>agli Alleati ed alla monarchia.In seguito ottenne il riconoscimento e fu nominato\u00a0Cavaliere\u00a0della Corona d&#8217;Italia.<br \/>\nNel 1948 in vista della prima elezione della Neonata Repubblica Italiana, gli esponenti<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>pi\u00f9 autorevoli dell&#8217;onorata societ\u00e0,furono invitati al pranzo elettorale della Dc che si tenne in Palermo a<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>Villa Igea. Oltre a Genco Russo, Calogero Vizzini e altri boss<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span>delle pi\u00f9 importanti cosche vi era l&#8217;On.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>Calogero Volpe, rappresentante locale Dc. Nel 1950 finalmente si ripropose il problema dell&#8217;attuazione della riforma agraria, e quindi l&#8217;attualizzazione delle strategie gi\u00e0 sperimentate durante il regime e la funzione che\u00a0di fatto\u00a0le\u00a0mafie territoriali assumevano.<br \/>\nNel ottobre del 1957<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>partecip\u00f2 al convegno, che dur\u00f2 4 giorni presso \u201cl&#8217;Hotel Le Palme\u201d<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>a Palermo, tra mafiosi siciliani ed americani.<br \/>\nNel 1960<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>stante che aveva un seguito personale nel mandamento di\u00a0Mussomeli\u00a0di oltre 40.000\u00a0persone<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>fu eletto consigliere del Comune di\u00a0Mussomeli\u00a0e rappresentante del partito Dc della\u00a0circoscrizione*.<br \/>\nNel 1962\u00a0fu\u00a0costretto a dimettersi causa la campagna giornalistica scatenata\u00a0dall&#8217;opposizione e da alcuni Boss delle cosche avverse**. Fu poi processato e condannato a 5 anni di soggiorno obbligato a Lovere (Bergamo). Rientrato a casa, visse serenamente stimato ed apprezzato dai suoi concittadini. Era certamente un mafioso, ritenuto a torto il \u201cmamma santissimo\u201d della mafia internazionale.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>Ebbe funerali solenni vecchio stampo con grande affluenza di folla e la partecipazione di personaggi della Dc e delle Istituzioni.<br \/>\n<strong>*)<\/strong> Durante il governo monarchico e fascista, impegnato nella attuazione della riforma agraria, ufficiosamente ai mafiosi al servizio dei grandi feudatari latifondisti, venne assegnato il ruolo di mediatori autorevoli tra le istanze sociali della plebe e gli interessi della classe dirigente dei feudatari. Poterono quindi concludere accordi, affittanze, riconoscere il diritto di pascolo ad allevatori et cetera et cetera favorendo una ridotta attuazione convenzionale alla riforma agraria con reciproca soddisfazione delle parti e vantaggi economici personali. Con il Governo\u00a0 \u201crepubblicano\u201d Dc e l&#8217;attuazione delle riforma agrarie che avrebbero dovuto smantellare i latifondi e danneggiati gli interessi dei dirigenti di partiti alleati e di singoli grandi elettori, con nuovi sistemi le mafie proseguirono la consueta loro attivit\u00e0.<br \/>\n<strong>**)<\/strong> Tanto<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>Calogero Vizzini che il suo successore Genco Russo, furono osteggiati e visti con disprezzo da alcuni boss di altri mandamenti. Erano ritenuti affetti da mania di protagonismo, pericolosi per la mafia in generale. Costoro\u00a0escludevano\u00a0l&#8217;esistenza di un capo che<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>dirigesse i mandamenti della mafia siciliana. Tra i pi\u00f9 irriducibili avversari di Genco Russo, capo mandamento di\u00a0Caltanissetta,\u00a0fu\u00a0certamenteTot\u00f2 Minore*, capo del\u00a0mandamento\u00a0di Trapani. Quando parlando si riferiva a lui<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>e alle sue interviste ed apparizioni giornalistiche lo chiamava \u201cGina Lollobrigida\u201d ed il suo territorio lo indicava come \u201cMandamento Bab\u00e0\u201d ( classico dolcetto siculo). Risulterebbe che fu proprio lui che coadiuvato da politici dei partiti avversari della Dc fece esplodere lo scandalo che provoc\u00f2 la fine della carriera politica di Genco Russo<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>ed il coinvolgimento dell&#8217;onorevole Calogero Volpe segretario regionale siciliano Dc<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>che a seguito dello scandalo\u00a0fu\u00a0estromesso\u00a0dal partito ed espulso dal Parlamento per indegnit\u00e0.<br \/>\nAlla prima \u201cTribuna politica\u201d trasmessa l&#8217;undici ottobre 1960, in vista delle elezioni amministrative\u00a0 del\u00a0 6 e7 novembre di quell&#8217;anno, si tenne la prima conferenza stampa televisiva del Ministro degli Interni Mario Scelba,\u00a0 ex Presidente Del Consiglio. Tra i numerosi colleghi il giornalista Gino Pallotta dell&#8217;Ora di Palermo chiese al Ministro come la Dc intendesse garantire la libert\u00e0 di voto in Sicilia stante la ripresa della delinquenza mafiosa e l&#8217;esponenziale aumento di reati riscontrati in concomitanza con la presentazione nella lista del comune di Mussomeli di colui che la pubblicistica e l&#8217;opinione comune ritenevano capo della Mafia. Il Ministro inizi\u00f2\u00a0 le risposte ai quesiti di altri intervenuti, ma\u00a0 non rispose al quesito di Gino Pallotta. Non\u00a0 ebbe il tempo di rispondere a tutti. La sera successiva per\u00f2, il\u00a0 dodici ottobre, and\u00f2 in onda la conferenza elettorale del Segretario nazionale Dc Aldo Moro. Il giornalista Augusto Mastrangelo del \u201cPaese sera\u201dricollegandosi alla domanda\u00a0 del collega alla\u00a0 quale l&#8217;On Scelba non aveva data risposta chiese a\u00a0 Moro come mai la Dc avesse messo nella lista del comune di Mussomeli\u00a0 Genco\u00a0 Russo indicato comunemente Capo della mafia. Il Segretario Dc, visibilmente a disagio, fin\u00ec per difendere il partito sostenendo che nessuno aveva elementi per giudicare la fondatezza della qualifica attribuita al candidato e che comunque il partito centrale non aveva titolo per sindacare le liste locali. Negli archivi\u00a0 dei quotidiani\u00a0 sono reperibili le registrazioni \u00a0 audiovisive di quelle trasmissioni. La pubblicazione degli atti e dei lavori della Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno mafioso, \u00e8 la prova documentale ufficiale, che della mafia e dei suoi affiliati tutto era gi\u00e0 noto a tutti, ma che il potere non intendeva coinvolgere i Boss dei partiti n\u00e9 la magistratura.\u00a0 La prova \u00e8 fattuale e ricavabile dalla lettura delle oltre 200 pagine le cui coordinate sono le seguenti :<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: center;\">Commissione parlamentare 1962<br \/>\n<strong>SENATO DELLA REPUBBLICA<\/strong><br \/>\n<strong>V LEGISLATURA<\/strong><br \/>\n<strong>Doc. XXIII<\/strong><br \/>\n<strong>n. <i>2-qnater<br \/>\n<\/i><\/strong><strong>COMMISSIONE PARLAMENTARE D&#8217;INCHIESTA<\/strong><br \/>\n<strong>SUL FENOMENO DELLA MAFIA IN SICILIA<\/strong><br \/>\n<strong>(LEGGE 20 DICEMBRE 1962, N. 1720)<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nacque a Mussomeli il 26 gennaio del 1893 e vi \u00e8 morto il 18 marzo 1976. Di umile famiglia di agricoltori ebbe una giovent\u00f9 movimentata. Durante il governo fascista\u00a0fu\u00a0imputato di\u00a0abigeato, di estorsioni, di numerosi furti e persino di omicidio. F\u00f9 sempre assolto per insufficienza di prove grazie alle testimonianze ed agli alibi fornitigli dai numerosi amici.\u00a0Nel 1931 fu\u00a0condannato per associazione&#8230; <a href=\"https:\/\/www.ilpiccone.it\/index.php\/genco-russo\/\">Read more &raquo;<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"page-templates\/full-width.php","meta":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ilpiccone.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/1686"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ilpiccone.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ilpiccone.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ilpiccone.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ilpiccone.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1686"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.ilpiccone.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/1686\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1690,"href":"https:\/\/www.ilpiccone.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/1686\/revisions\/1690"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ilpiccone.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1686"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}